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REMBRANDT-Lezione di anatomia.


INTRODUZIONE

Sino a pochi anni fa, l’unico modo per vedere direttamente la causa di una malattia di una articolazione complessa come quella del ginocchio, era l’intervento chirurgico a cielo aperto, la cosiddetta “Artro-tomia”. Infatti le semplici radiografie, utili nella valutazione delle componenti scheletriche, non consentono in alcun modo di aiutarci nella diagnosi delle componenti molli. 

Negli anni ’80, la Tomografia Assiale Computerizzata  (TAC) in base alla differente struttura e densità dei tessuti, ha consentito di visualizzare, in maniera distinta, su piano trasversale, le varie strutture delle articolazioni: la capsula articolare, i legamenti collaterali, i legamenti crociati e i menischi o fibrocartilagini meniscali. 

 Le maggiori limitazioni della TAC sono sempre state il piano traverso obbligato dal decubito supino del paziente e l’impiego di radiazioni ionizzanti, che per quanto usate con parsimonia e limitate nel tempo, sono pur sempre dannose per l’organismo e potenzialmente pericolose. 

Di introduzione successiva alla TAC, la metodica diagnostica più all’avanguardia, è oggi  la Risonanza Magnetica (RM), che non impiega radiazioni ionizzanti bensì innocue radio-frequenze, permettendo ricostruzioni dirette di immagini traverse, frontali e sagittali.

COME SI ESEGUE LA RM 

Il paziente è in posizione supina (applicazione Total Body) o semiseduto (Artoscan), attorno al ginocchio viene adagiata una bobina per la ricezione e la trasmissione delle onde radio e in pochi minuti (tra 20 e 30) il radiologo esegue l’accertamento diagnostico. L’unica accortezza è quella di mantenere la più assoluta mobilità perché siano assenti artefatti legati movimenti indesiderati.

COME SI FORMA L'IMMAGINE RM

Il principio fisico si basa sull’analisi seriata del segnale di risposta dei diversi tessuti alle onde radio. Avremo così una risposta in termini di segnale, da parte di tutte le strutture dell’oggetto in esame e, nel caso del ginocchio, delle ossa, della cartilagine, dei legamenti, dei menischi e dei tendini che compongono l’articolazione. Le immagini così ottenute, permettono al radiologo un’ accurata valutazione della situazione del paziente e consentono di produrre una diagnosi corretta, evitando inutili atti aggressivi chirurgici, indirizzando il paziente verso il trattamento terapeutico più corretto.

Essendo l’RM innocua per il paziente e per l’operatore può essere effettuata su tutti i pazienti (bambini, donne in età fertile o in gravidanza, giovani, adulti) ed eventualmente anche ripetuta a breve distanza di tempo, nel caso sia necessario dal punto di vista clinico.

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